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28/09/2009
Chiacchierando con Marco Lodoli sul futuro della scuola e non solo
Marco Lodoli è l’insegnante ideale che tanti ragazzi vorrebbero avere: spiritoso, acuto, dinamico e soprattutto, propositivo. Qualità non troppi comuni agli insegnanti della scuola italiana di oggi. Fa dell’autoironia un’arma graffiante e considera quella dell’insegnamento una vera “missione”. Pasquale Guaragnella, Preside della Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Bari, lo incontra nel cortile centrale del Castello, affollato da un pubblico di giovani e non. Legge con lui alcune pagine del suo ultimo libro “Il rosso e il blu. Cuori ed errori nella scuola italiana” (Einaudi, 2009). E ne apprezza l’analisi impietosa della scuola e della società italiana che però lascia spazio ad una riflessione pacata sulla speranza e sulla fiducia nel futuro. “E la scuola, in tutta la sua malinconia, riesce ad essere un luogo di resistenza” – afferma Guaragnella. Un assist formidabile per Lodoli che racconta la sua esperienza da insegnante in un istituto del quartiere di Tor Bella Monaca a Roma.
Quello che Lodoli denuncia nei ragazzi di oggi è il loro atteggiamento disincantato nei confronti del mondo, arrendevole fino all’inverosimile. “Per loro il mondo è già bello così com’è, il centro commerciale è il massimo della vita”. Mentre noi denunciamo questo modello culturale, i più giovani vi si sono adeguati perfettamente.
“Si è ribaltata la tempistica, – dice Lodoli – vi è un diffuso rifiuto del sacrificio minimo, e la vita anestetizzata è solo un imbroglio”. Guaragnella richiama il concetto di “carognismo”, caro a Lodoli, effetto di una “società frullato” che ripudia il “mito della fragilità”, considerato per la sua generazione un valore. “Oggi questa fragilità è sintomo di debolezza, è diventata negativa”, osserva lo scrittore. Naturalmente Lodoli non si sottrae alle responsabilità degli insegnanti e ricorda che “l’insegnante ha il dovere di trasmettere al ragazzo energia positiva, dimostrando di fare ciò che fa con amore e interesse”. Infine Guaragnella, citando il Lodoli-pensiero, asserisce che ai giovani di oggi “manca il necessario mentre abbonda il superfluo”. Su questo occorrerebbe una riflessione più approfondita per rintracciare i mali dei giovani e della scuola.
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