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28/09/2009
Bunker Roy e il suo “miracolo sociale”
Il “Barefoot College” è un istituto che comprende una rete di oltre 20 sedi per un totale di circa 250 scuole serali e ha scolarizzato fino ad oggi oltre 15 mila giovani. Ogni giorno circa 3 milioni di indiani possono beneficiare dell’invenzione di Bunker Roy, un vero e proprio miracolo sociale.
Nato da una famiglia dell’alta borghesia indiana, all’età di vent’anni ha maturato una forte sensibilità sociale che lo ha spinto a interessarsi degli ultimi, degli emarginati. Oggi il suo centro si pone importanti obiettivi, tra cui quello di portare l’acqua potabile alle popolazioni dei villaggi indiani e l’elettricità.
Maria Pace Ottieri, scrittrice e giornalista, ha vissuto in prima persona questa forte esperienza, ricredendosi sul potere delle reti di solidarietà, come le ONG per cui ha sempre nutrito – ammette la stessa scrittrice – non poca diffidenza.
Ma Bunker Roy, ci dice la Ottieri, è un “capovolgitore”: ha ribaltato il sistema degli aiuti umanitari ritenendo che così com’era non avrebbe prodotto nulla di buono.
Bunker così ha dovuto scontrarsi con un sistema rigidamente imperniato sulle caste e focalizzare l’impegno sul ruolo delle donne visto che costituiscono la maggioranza della società indiana. Con una mentalità nuova, e tanta fatica, nel 1972 è nato il suo College. E noi, come potremo raggiungere l’ultimo uomo? A questa domanda Maria Pace Ottieri risponde nettamente: “Ci manca la freschezza, siamo obnubilati da un certo vittimismo, cinismo. E siamo tarpati da un pensiero catastrofico”.
L’esperienza di Maria Pace Ottieri e il sogno realizzato di Bunker Roy, sono narrati nel libro “Raggiungere l’ultimo uomo. Bunker Roy, un villaggio indiano e un diverso modo di crescere” (Einaudi, 2008). |